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Maravee 2007-Energy, inaugurata la mostra al Parco

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25/09/2007

Parco Scientifico e Tecnologico Luigi Danieli di Udine


Maravee 2007-Energy, inaugurata la mostra al Parco
Realizzata con il sostegno di Friuli Innovazione e dell'Università di Udine. Sarà visitabile fino al 19 ottobre.

Estesa nel tempo e nello spazio, radicatasi nel territorio regionale e riconosciuta a livello nazionale, la rassegna Maravee — ideata e diretta da Sabrina Zannier, organizzata dall’Associazione culturale Cizerouno, con la cura dell’immagine e degli allestimenti da parte di Comunicarte — giunge quest’anno al suo quarto appuntamento: la mostra Eco. Scienza Industria e Arte per l’Ambiente, che è stata inaugurata venerdì 21 settembre alle ore 21.00 nella sede di Friuli Innovazione, il Parco Scientifico e Tecnologico Luigi Danieli grazie al sostegno e all’attiva collaborazione di Friuli Innovazione e dell’Università di Udine, nuovi partner di Maravee che si affiancano all’Assessorato regionale all’Istruzione e alla Cultura, all’Assessorato alla Cultura della Provincia di Udine, alla Fondazione CRUP e agli Assessorati all’Istruzione e all’Ambiente del Comune di Udine che sostengono i laboratori creativi per l’infanzia, come sempre ideati e curati da Damatrà.
La novità d questo appuntamento è data innanzitutto dalla location, per la prima volta aperta all’arte con una mostra visitabile fino al 19 ottobre (9.00 – 17.00 dal lunedì al venerdì). Dopo aver valorizzato Villa Ottelio-Savorgnan ad Ariis di Rivignano, dal 2002 luogo deputato della rassegna, e dopo aver riaperto al pubblico la Torre panoramica del Museo CID di Torviscosa, ristrutturata per ospitare la mostra Cinetica, visitabile fino a domenica 16 settembre, Maravee porta l’arte e la cultura nel luogo della ricerca scientifica e tecnologica che opera a ridosso della ricerca universitaria e dell’applicazione industriale.

Non è un caso, perché la mostra proposta nell’ambito di Maravee 2007 – Energy, votata al tema dell’energia intesa sotto il profilo ecologico, affronta la questione delle ENERGIE ALTERNATIVE, entrando così nel vivo delle problematiche energetiche che saranno approfondite nel Convegno internazionale previsto a novembre.

Lo fa da due punti di vista diversi, ma affiancati sul comune terreno dell’attenzione al sociale e ai valori dell’etica:

Il punto di vista scientifico-tecnologico, legato alla ricerca e alla sperimentazione, ma anche all’applicazione industriale, sarà suddiviso in sei sezioni, relative alle più interessanti e praticabili energie alternative: SOLARE, EOLICA, IDROGENO, BIOMASSE, TERMOVALORIZZAZIONE, BIODIESEL. Ogni sezione, visualizzata attraverso immagini, testi e grafici, illustra l’identità, il processo tecnologico, l’impatto ambientale e le problematiche aperte verso il futuro, per poi presentare alcune esemplificazioni di ricerche che dall’ambito accademico sfociano nell’applicabilità industriale al servizio della sostenibilità ambientale.

Perché usare i collettori fotovoltaici e i collettori termici? Dove è possibile installare le turbine eoliche? In quali applicazioni l’idrogeno può essere impiegato come vettore energetico e in che direzione si sta lavorando per diffonderne l’utilizzo? L’energia ottenibile dalle biomasse è la più antica, basti pensare alla legna da ardere, ma quali sono le ricerche attuali e gli sviluppi per il futuro? Come funziona un impianto di termovalorizzazione, che alla risoluzione dello smaltimento dei rifiuti dei vecchi inceneritori aggiunge il loro riciclaggio in energia elettrica e in energia termica? Si parla tanto di biodiesel, ma oltre alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, quali sono gli altri vantaggi ambientali e sociali ad esso legati?

La mostra affronta questi e molti altri interrogativi, grazie alla consulenza scientifica di sei docenti dell’Università di Udine — Giulio Croce, Romano Giovanardi, Gioacchino Nardin, Alessandro Trovarelli, Gian Paolo Vannozzi e Francesco Marangon, presidente del CETA —, secondo l’intento, che sottende tutta Maravee, di offrire al pubblico questioni artistiche e scientifiche sul tavolo della vita quotidiana collettivamente condivisa.


Il punto di vista artistico della mostra Eco, attraverso le opere di cinque artisti nazionali, non si addentra nelle specifiche questioni tecnico-scientifiche relative alle singole energie alternative, ma attraverso la riflessione, la bellezza e la suggestione dell’arte, stimolano la sensibilità e il dibattito sulle questioni sociali, politiche, economiche ed etiche ad esse legate.

Il duo torinese Andrea Caretto e Raffaella Spagna, con i progetti Esculenta ed Esculenta Lazzaro — un’azione collettiva di raccolta e consumo alimentare di ciò che si trova in natura allo stato spontaneo, e un’azione di rivitalizzazione di organismi vegetali coltivati — indica la volontà di studiare e interagire in modo rispettoso con l’energia dell’universo naturale secondo modalità prossime a quelle dello scienziato: osservare, suddividere e raggruppare per genere e tipologia, per immagini e parole, per poi interagire e agire verso l’enigma e il mistero nell’avventura della conoscenza.

Le due installazioni dell’artista milanese Ennio Bertrand puntano l’attenzione sul concetto di “meraviglia” che sottende ogni tipo di ricerca. Una meraviglia che l’autore scopre e pratica inoltrandosi nell’universo naturale attingendo all’artificio della tecnologia. Da un lato lo fa con un “percorso luminoso” sulle vetrate dello spazio espositivo, in cui la luce del sole si trasforma in energia elettrica, mentre con l’opera interattiva che ha per protagonista un acquario di pesci rossi, lo fa mettendo in scena l’energia della luce come imprescindibile fonte vitale.

La performance dell’artista udinese Tiziana Pers, accompagnata dal video realizzato per l’occasione da Isabella Pers, entro il progetto Pandora, realizzato grazie al sostegno di Beantech, nasce da una riflessione sul circuito ambiente-animale-alimentazione umana, a partire da una particolare attenzione verso la salvaguardia del rapporto amorevole uomo-animale, la concretezza del dolore e il peso etico di ogni singola vita.

Il progetto è iniziato con l’acquisto di un cavallo destinato alla macellazione, poi accudito e addestrato per essere donato ad un centro di ippoterapia, dove il cavallo di Maravee contribuirà alla realizzazione di percorsi terapeutici rivolti a persone con funzioni motorie o cognitivo-affettive compromesse.

Grazie a questo progetto, l’energia simbolica e reale del cavallo, invece di catapultarsi in “carne da macello”, si rinnova in energia sociale.

Visualizza la galleria fotografica.
Le fotografie sono realizzate da ph. g. baronchelli

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